Recensione: Atlante delle migrazioni

Ho recensito su Notiziemigranti.it Atlante delle migrazioni. Dalle origini dell’uomo alle nuove pandemie di Giovanna Ceccatelli con Stefania Tirini e Stefania Tusini, edito da Edizioni Clichy.

“È un compito titanico, quello che le autrici di questo testo si pongono come obiettivo; ricorda un po’ il supplizio di Sisifo. Ma, allo stesso tempo, come per una fortuna coincidenza, sorge subito in mente quel coraggioso paradosso di cui Camus scrisse divinamente: per non perdere la speranza, per conservare fiducia nell’essere umano e nella bellezza che sa creare, bisogna riuscire a immaginarci anche Sisifo felice”.

Tutta la recensione qui.

Recensione: “Bosnia: l’ultima frontiera”

Oggi su NotizieMigranti.it ho recensito il volume Bosnia: l’ultima frontiera, a cura di Gabriele Proglio, e edito da Eris Edizioni.

“Questo libretto è una spina nel fianco, è una pietra di scandalo, quelle che servivano per inciampare, cadere e rendersi consapevoli dell’accaduto”.

A voce alta: “Una volta sognai” di Alda Merini

I monumenti servono a ricordare, a farci riflettere, a permetterci un’occasione di dubbio e di riflessione. Ovviamente, diventano sterili nel momento in cui sono avviticchiati su sé stessi e non hanno una prospettiva di pensiero. Credo che la Porta d’Europa di Lampedusa fosse un ottimo luogo dove avere l’opportunità di assumersi una responsabilità umana e civile. Ieri, la Porta è stata vandalizzata: indice, all’opposto, di una regressione di pensiero, non tanto per l’opera d’arte in sé ma quello che il gesto sottendente. Oggi, #avocealta, leggo Una volta sognai, poesia che Alda Merini scrisse (e che fu letta per la prima volta) per l’inaugurazione della Porta, il 28 giugno 2008.

(Foto da Corriere.it)

A voce alta: Casa di Warsan Shire

L’emergenza del Covid-19 rischia di farci rivolgere l’attenzione soltanto ai drammi personali, facendoci dimenticare l’importanza dei diritti (e della dignità) di tutt*. Oggi, in questa giornata di sciopero, leggo “Casa” di Warsan Shire.

Su Migrando.

A distanza di tanti anni dalla pubblicazione (stanno per scoccare i 6 anni) Migrando (END Edizioni) è un testo che ancora parla, tanto, e che ancora viene letto e apprezzato: un miracolo per un libro di poesia che parla di migranti, edito da una piccola casa editrice e scritto da un “poeta” sconosciuto.

Ecco cosa ne scrive l’ANPI Colleferro: “Giulio Gasperini ci riporta coi piedi per terra, ci mette di fronte agli ultimi della terra, a cui normalmente dedichiamo un pensiero distratto e in questi tempi di pandemia forse neanche quello…”

Continuate a leggere l’articolo qua.

Il migrante è il nostro specchio.

Il migrante è il nostro specchio.
Il migrante riflette le nostre meschinità, le nostre bassezze, i nostri più indicibili segreti, le nostre imbarazzanti perversioni, che soffochiamo prepotentemente da tempo. Il migrante ci fa sentire disarmati, completamente indifesi alla vulnerabilità dell’esistere e dell’esistenza.
Il migrante è il nostro specchio perché ci spoglia, ci lascia nudi all’assalto del caso, al dramma dell’inesorabilità della sorte. Il migrante ci fa ricordare, con orrore, che quel destino potrebbe colpire tutti, anche noi, e che ben presto potremmo trovarci a dover combattere di nuovo per la pura sopravvivenza, come già accaduto. Il migrante è il nostro specchio perché ci paralizza nel terrore della sofferenza, del dolore cupo e feroce, ci ricorda che il corpo può soffrire, straziato e schiantato da sadismi ed efferatezze spietate.
Il migrante è il nostro specchio perché siamo terrorizzati, oramai, della povertà, della mancanza di possesso, del terrore di affrontare il potere (come lui, il migrante, è invece condannato a fare costantemente). Il migrante è il nostro specchio perché negli occhi c’è tangibile il senso profondo di cosa significa stare aderente e aggrappato alla vita, nel senso più compiuto e furioso, un richiamo prepotente che non si può, e non si deve, fermare davanti a nessun ostacolo.
Abbiamo seppellito il nostro disagio, il terrore della nostra fragilità sotto tonnellate di benessere, negli iPhone, nelle macchine sempre più perfette, nell’illusione di possedere tutto il mondo possedendo un potente passaporto, fingendo di dimenticarci la nostra fugacità sdraiati sulla sabbia o ballanti in una discoteca. Ci affacciamo alle rive del Mediterraneo occupandoci solo della nostra tintarella e proviamo un’irritazione indecente nei confronti di chi ci ricorda che quel mare è un’enorme fossa comune. Il migrante ci ricorda che il nostro benessere significa il malessere di altri, in un perverso sistema di vasi comunicanti che ci ha narcotizzato e, persino, autoassolti; perché, se qualcheduno deve stare necessariamente male, meglio lui di me.
Sicché il migrante ci spaventa solo perché ci ricorda che siamo meschini, che abbiamo soffocato la nostra capacità di com-patire e di indignarci perché era più comodo e facile anestetizzarsi e far finta che, alla fine, tutti sono uguali e sono tutti la stessa merda.
Per questo, respingiamo il migrante: non lo vogliamo proprio vedere, muoia pure lontano, ché se non lo si vede vuol dire che non esiste. Come la polvere sotto il tappeto. Come la testa dello struzzo sottoterra. Come il nostro vivere borghese.
Quello che non sappiamo (e che non intendiamo volontariamente sapere) non ha diritto di parola né, tantomeno, d’esistenza. Lo classifichiamo “migrante” per non pensarlo essere umano, per non tenere conto delle narrazioni di vita, di presenza, dei talenti, dei meriti, delle competenze, delle abilità, delle vocazioni, delle abilità, dei prodigi.
Ma l’esistente (quella sana, quella che sa di non possedere nulla e di aver tutto da guadagnare) sobbolle e fermenta e avrà la sana forza tellurica di un’eruzione. Incontenibile.

(Immagine di Alessandro Coppola)

Giornata mondiale dell’alfabetizzazione.

🔝 L’8 settembre è la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, una ricorrenza istituita il 17 novembre 1965 dall’UNESCO al fine di ricordare alla comunità internazionale l’importanza dell’alfabetizzazione. 🔝

Quale libro migliore di “Stran(i)eri. Storie di alfabetizzazione” (End Edizioni)?

Leggetelo!

https://www.ibs.it/stranieri-storie-di-alfabetizzazione-libro-vari/e/9788895770789

Ci si presenta a Morgex…

Una presentazione molto partecipata e sentita dal pubblico, quella tenuta ieri, 13 agosto, a Morgex, sotto i portici del Comune, grazie alla Biblioteca di Morgex.

Tanti turisti si sono fermati ad ascoltarci e a parlarci, molt* di loro ci hanno ringraziato per queste azioni di resistenza indispensabili ai nostri tempi.

Noi continuiamo, sia perché riteniamo che siano azioni imprescindibili sia perché i due libri di Stran(i)eri. Storie di migrazione. Storie di alfabetizzazione (End Edizioni) sono magnifici (e imperdibili).

Accattateli!

Stran(i)eri. Storie di migrazione

Stran(i)eri. Storie di alfabetizzazione

“Migrando”.

Le migrazioni definiscono la storia dell’umanità: non si può prescindere dal fenomeno dello spostamento umano, per varie cause e ragioni. Sempre più, nel nostro mondo globalizzato, gli spostamenti (coatti o meno) di persone definiranno le stagioni future. Tentare di opporsi a questo fenomeno costitutivo è atteggiamento miope e inutile.

Migrando (End Edizioni) racconta che cosa significhi migrare, che cosa abbia significato e che cosa potrebbe significare, in un futuro estremamente vicino, già presente.

Acquistabile su Ibs.it.

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“I dannati della metropoli”.

Su Notiziemigranti.com, la recensione alla nuova edizione de I dannati della metropoli (Milieu edizioni) di Andrea Staid con le illustrazioni di Francesca Cogni.

http://www.notiziemigranti.com/news/2015/08/illegalita-legale-e-legiferata-dei-migranti/

“Alla fine è la parola”.

In queste giornate di attenzione mondiale sui comportamenti feroci di un’Europa sempre più incapace di “restare umana”, ripropongo la mia recensione su ChronicaLibri a una raccolta di poesie splendida: Alla fine è la parola, di Hilde Domin, edita da Del Vecchio Editore: una donna migrante, profuga per necessità, ma anche fortunata nell’aver trovato la maniera di sopravvivere ai dolori delle separazioni.

http://www.chronicalibri.it/2014/01/alla-fine-e-la-parola-che-fa-sopravvivere-agli-esili/

“Kater I Rades”.

Oggi su ChronicaLibri ho recensito lo splendido “Kater I Rades” di Francesco Niccolini e le illustrazioni di Dario Bonaffino per BeccoGiallo Editore: il naufragio di Stato della motovedetta albanese avvenuto nelle acque del Mar Adriatico il 28 marzo 1997, per colpa della corvetta italiana Sibilla.

Perché certe colpe non si derubricano mai dall’attualità.

http://www.chronicalibri.it/2015/04/kater-i-rades-il-naufragio-eterno-della-speranza/

“Migrando”.

Per la Giornata mondiale dell poesia ripropongo la recensione a firma Giulia Siena del mio “Migrando” (END Edizioni), su ChronicaLibri: http://www.chronicalibri.it/2014/08/migrando-giulio-gasperini-end-edizioni-recensione/

3 ottobre 2013.

Per il 3 ottobre 2014, a un anno dal naufragio che è costato la vita a 366 migranti, scrissi un editoriale per la rivista Versante Ripido (http://www.versanteripido.it/editoriale-di-gasperini/) dal titolo “Già un anno e nulla è ancora cambiato”.

Il 3 novembre 2013 è stato creato a Lampedusa il “Giardino della memoria”: sono state piantate 366 piante della macchia mediterranea in ricordo delle vittime.

Foto di Giuseppe Milana.

#lapoesianecessaria

Venerdì 20 marzo, alle ore 18, presso il Café Librairie di Aosta, le Edizioni END organizzano “La poesia necessaria”, una serata per celebrare la giornata mondiale della poesia, con me, Mario Badino, Simone Torino, Flavia Lombardi e chiunque vorrà leggere i suoi o i componimenti dei suoi poeti o delle sue poetesse preferit*. Omaggio anche alla poesia di Marco Gal, poeta in patois franco-provenzale.

Siateci!

Sotto il cielo di Lampedusa II

Dopo il grande successo di “Sotto il cielo di Lampedusa – Annegati da respingimento” della casa editrice Rayuela Edizioni (http://www.rayuelaedizioni.com/), sta per uscire il secondo volume, con una nota introduttiva di Gino Strada e con una mia poesia, “Sale”, scritta a un anno di distanza dal naufragio del 3 ottobre 2014.