Del non ritorno (La maison des Esclaves)

Una poesia mia, scritta sui ricordi della mia visita all’isola di Gorée, in Senegal, e alla vista, emozionante e squassante, della Porta del non ritorno, nella Maison des Esclaves.

 

Una porta – uno squarcio nel buio di

una roccia – un lampo di azzurro che

mi accartoccia. Dà le vertigini quest’

aria che trascorre, senza mai porsi

problemi di trasporre il mio volto e

quello di chissà chi altro. È il buio

sordo di un tempo che non conosce

più stagione – il buio che accoglie e

fascia un uomo che cammina – ferisce

la parete liquida, una luce feroce che

smarrisce il mio corpo nel racconto

di un destino comune e veloce. Da qui

si parte e non si torna – si sale spinti

su tavole sparse – si spezza il tempo

futuro che non si ricompone sulla mia

lingua rozza. E spruzza la montagna

quando rompe le acque e ha il vento

in poppa – chissà dove approda. Io

depongo le mie ossa in questa casa

lascio il sangue al vento – si miscela

con la bava del mare indifferente.

Se è lui a portarmi là, saprà anche

che io – arpionato – sono rimasto qua.

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“Oroonoko. Nobile schiavo”.

Oggi su ChronicaLibri ho recensito uno splendido testo, dimenticato ingiustamente, così come la sua autrice: Aphra Behn, dalla vita appassionante (fu persino spia!) e prima letterata inglese professionista, come definita da Virginia Woolf (che la riscoprì), perché visse dei guadagni della sua attività letteraria.

La storia è quella di Oroonoko, un valorosissimo condottiero del Suriname, e della sfortunata storia d’amore con la bellissima Imoinda. Ma c’è molto di più, seppure in un romanzo breve.

Una coraggiosa pubblicazione di Rogas Edizioni, nata dalla libreria Marcovaldo, di Roma.

http://www.chronicalibri.it/2015/04/oroonoko-il-nobile-schiavo-della-letteratura-inglese/